domenica 16 agosto 2015

QUANDO VOLANO LE CICOGNE. IL DISGELO DEL CINEMA RUSSO

C'è un filo conduttore che accompagna il cinema dell'Europa Occidentale ed è quello della commedia brillante dalla quale comunque si esclude la Germania sia prima del muro di Berlino che dopo.
Il muro infatti se ha spaccato in due l'Europa non è riuscita a spaccare la Germania che ha mantenuto intatto la sua totale mancanza di umorismo al quale comunque ha provveduto ampiam ente l'Italia con le sue barzellette.
Primo fra tutte quel Franz Tedesco di Germania che arrivato in Italia ripete in continuazione per presentarsi e quando gli chiedono come mai precisi Tedesco di Germania lui ribatte serafico che alla dogana gli hanno detto: “Fai passare questo Tedesco di Merda”. “No di Germania prego”.
Vabbè son giochi di parole sulle quali marciarci dentro. Gli italiani sono brava gente in questo senso tanto da aver avuto anche un leader barzellettiere che ha fatto la sua porca figura in tutta Europa mentre in America c'è in testa Bush jr. che la barzelletta l'ha incarnata in pieno.
Così l'altra metà dell'Europa, quella dell'Est si distingue per una cinematografia drammatica sempre all'insegna della tragedia scritta dai grandi autori Russi come Tolstoj o Dostojesky ora surgelata dopo un breve periodo di disgelo.
Per fortuna che a riproporli ci sono tanti festival a distribuirli fra cineforum delle parrochiette di Provincia unico luogo in cui si possono ancora vedere e commentare mentre in Tv c'è sempre Rai 3 prima o dopo il fuori Orario dove si vedono di ogni dai Giapponesi agli Ucraini sottotitolati. Per chi soffre di insonnia sono l'ideale.
Curiosamente è quasi del tutto scomparso il cinema russo che aveva aperto il disgelo con il film Quando volano Le Cicogne premiato al Festival di Cannes.

L'apogeo lo aveva raggiunto con una grande produzione di Guerra e Pace del regista Serghej Bondarchuck per dare una lezione a Hollywood sull'opera di Tolstoj così maltrattata a tutti i livelli, dai costumi alle scenografie, dalle scene di guerra a quelle di pace con la scelta degli interpreti fra i più infelici mettendo in coppia Audrey Hepburn e Vittorio Gasman. A tutto gas.
Il ruolo di Natasha nel film russo era stato affidato a Ludmilla Savelyeva un'attrice che con Audrey aveva in comune il lungo collo di cigno differenziandosi dallo sguardo: a gazzella quello di Audrey e azzurri quelli di Ludmilla che brillavano come due zaffiri.


 https://www.youtube.com/watch?v=k30OO5_nEWY

Il cinema russo ne usciva vincente facendo incetta di Oscar spazzando via con una zampata quello Hollywoodiano. Il quale si inchinava al genio di Serghej Bondarchuk.
L' attenzione prestata per allestire scenografie realistiche e le scene di battaglia fu grandissima. Gran parte del materiale utilizzato per gli arredamenti, i servizi da tavola che ammiriamo nelle tante cene e ricevimenti proveniva dai musei russi, e i luoghi che compaiono nel film (le "locations", si dice oggi) sono esattamente quelli in cui si svolgono le scene del romanzo. Per le grandi sequenze di battaglia di Austerlitz, di Borodino e di tutte le altre e per l'incendio di Mosca vennero utilizzate forze dell'esercito regolare dell'Armata Rossa e venne creato appositamente uno speciale corpo di cavalleria. I soldati impiegati furono 12.000, 35.000 i costumi realizzati.
Guerra e Pace non portava fortuna alla coppia Natasha e Principe Andrea per Audrey e Merl Ferrer che si lasciavano nella vita reale mentre Natasha e Pietro nella versione russa si lasciavano sedurre e fagocitare dalle produzioni italiane di De Laurentis e Ponti per due film che fecero un clamoroso flop: Waterloo interpretato da Rod Steiger (L'Uomo del Banco dei Pegni, Mussolini Ultimo Atto, e Dottor Zivago) con la regia di Serghej Bondarchuk dove c'era una comparsata di Veronica figlia del produttore, e i Girasoli dove la aveljeva appariva fra gli interpreti Marcello Mastroianni e Sofia Loren  con una comparsata-flash del figlio di Ponti.
Insomma una pasta e fagioli casereccia che penalizzava i due grandi interpreti russi di Guerra e Pace come Ludmilla e Serghej facendoli sparire dai circuiti cine occidentali.
Una fine ingloriosa che non meritavano dovuta al fatto di aver sopravvalutato il cinema italiano ormai sull'orlo di una crisi creativa dalla quale si sta risollevando con due Premi 2014: un Oscar alla Grande Bellezza e la Palma alle Meraviglie. Resta da vedere al Festival di Venezia che cosa combinerà. Ma è ancora in corso.

Corso come Napoleone che ha chiuso  Guerra e Pace con Waterloo finendo avvelenato dai suoi stessi  sudditi.

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