lunedì 8 febbraio 2016

JENNIFER LAWRENCE, MANAGER E SANTA IN OSCAR COLLETION

Fra le tante candidate agli Oscar c'è Jennifer Lawrence la giovane attrice che ormai ad ogni film viene nominata lasciandosi alle spalle attrici con  onorata carriera. Non si sa se sia un bene essere ragazze da oscar colletion perchè se paga al botteghino alla fin fine la piccola diva rischia di essere presto dimenticata.
Vedasi per esempio Gwyneth Paltrow che con Shakespeare in Love ha vinto un Oscar anche se giovanissima (non era ancora diciottenne) per poi continuare con alcuni film, (pochi ma buoni a mettere in risalto il suo stile algido e di classe anche in situazioni di disagio come la finta obesità), e finire praticamente a far da spalla agli eroi da fumetti.


Questo per dire che è la gavetta ad avere un peso nella vita di una grande interprete. Perchè un'attrice è soprattutto un' interprete. Se ha accumulato esperienze può  emergere sul regista e illuminare un film anche brutto e che non sia sempre supportato da una grande produzione.
Jennifer Lawrence è stata definita l'attrice più talentuoisa d'America ed in pochi anni, nonostante ne abbia soli 25, ha accumulato una montagna di premi sui quali non si è comunque seduta come se fossero allori.
Infatti continua a ritmo serrato ad interpretare film raggiungendo un cachet stellare per un'attrice di Hollywood che la posiziona prima nella classifica battendo attori come Johnny Depp, Ryan Goslyn, Bradley Cooper, per non parlare delle colleghe che ha superato brillantemente come Amy Adams, Anne Athaway le quali non perdono occasioni di rinnovarle la loro stima ed amicizia deglutendo la saliva e facendo buon viso alla giovanissima più potente dello Star System.


La Lawrence è il prodotto meglio riuscito degli ultimi anni perchè è finalmente apparsa una vera diva tutta talento e sregolatezza nel porgersi sul Red Carpet (dove sfila con capitomboli e smorfie alle spalle delle colleghe star), nei Talk show (facendo la mattatrice istriona come al David Letterman esibendosi con lui in un botta e risposta ridendo a crepapelle)  fuori dal set (nei quali si rivolge ai partners col fiatone perchè ghiotta di tonno e cipolla) e nella vita privata (vissuta senza scrupoli primo fra tutti quello di rubar il marito Chris Martin alla dolce Gwyneth Paltrow facendole vedere come si conquista un uomo nel strapazzarlo a modo).



Insomma una peste dentro e fuori dallo schermo in un mix ad alta gradazione alticcia come si conviene ad una grande diva Hollywoodiana.
E come tale molto vezzeggiata da autori registi sceneggiatori e artisti vari che fanno a gara per averla in un loro film. Lei piccola tra i grandi gioca a fare l'adulta come i bambini canterini della Clerici, recitando ruoli più grandi di lei nei quali sbizzarrirsi come donna vissuta (Il Lato Positivo), ragazzina coraggiosa e combattiva (Un Rigido Inverno e la serie degli Hunger Games ), avventuriera focosa e  implacabile (Serena), oca-mina-vagante (American Hustle), e manager vincente che da una piccola idea può conquistare il mondo.
Quest'ultimo ruolo lo calza a manico di scopa con il film Joy nel quale interpreta la donna che ha inventato il mocio Vileda. Insomma il classico prototipo americano del self-made-man in gonnella.

Il film è una favola caramellosa sulla vita di una donna di casa che si ingegna come manager supportata solo dalla fiducia della nonna che ripone in lei dandole la forza di superare ogni difficoltà in seno alla famiglia tra parenti serpenti, madri fiction-dipendenti,marito con velleità artistiche che coltiva caparbiamente perchè sempre meglio che lavorare. Da questo quadretto famigliare lei, Joy di nome ma non di fatto, emerge in tutta la sua voglia di sfondare che Jennifer Lawrence riesce a trasmettere a tutta quella schiera di casalinghe disperate facendole sognare come santa e manager e rimandandole felici tutte a casa. A scopare!

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