sabato 20 febbraio 2016

IL BUGIARDO. COMMEDIA DELL'ARTE TRAGICOMICA


Dopo il grande successo della Locandieraa  con la regia di Walter Le Moli in minuetto a costume d'epoca, torna Carlo Goldoni alla Fondazione Teatro Due in co-produzioine con il Popular Shakespeare Kompany con il Bugiardo per la regia di Valerio Binasco, innovato ai giorni nostri ma con le solite maschere :  Pantalone e Ballanzone, Colombina, Rosaura, Brighella e Arlecchino  che fanno da contorno al protagonista  Bugiardo nell'asse Venezia-Napoli dove la commedia dell'arte si traduce nell'arte di arrangiarsi rubando qua e là giusto per esserci. Canta Napoli!
Infatti il protagonista abbandonato dal padre quando aveva dieci anni è cresciuto a Napoli imparando l'arte di Pulcinella, (non la maschera ma il burattino archetipo di vitalità, un antieroe ribelle e irriverente alle prese con le contrarietà del quotidiano e i nemici più improbabili perchè bacchettoni creduloni e sciocchi) mettendo la pulce nell'orecchio di chiunque gli passi sottomano per manipolarlo facendone strumento del suo piacere in un mix fra il Don Giovanni ed il Petrucchio de La Bisbetica Domata passando dal Cyrano in conto alla rovescia.

Infatti lui, Il Bugiardo sig.Lelio Balanzone, si presenta mettendo la sua faccia ma come cavaliere bello e cortese che si destreggia abilmente in maniera truffaldina per conquistare due sorelle da tempo in attesa di maritarsi-bene perchè la maggior non si era mai decisa.
Con la complicità di una serenata che lui ruba al vero autore innamorato segretamente della maggiore Rosaura, il Bugiardo intorta tutti ivi comprese le due ochette in bellavista sul balcone le quali rientrate in casa litigano per contendersi la sua mano in quanto lui si è presentato come  nobile Marchese ricco e generoso.
Ben presto le balle di questa sorta di Don Giovanni che ha sedotto e seduce tutte senza mai averne accontentata una vengono scoperte riducendolo a capro espiatorio di una società perbenista e avida ma piena di malessere nella quale non si salvano nemmeno i servi Arlecchino e Colombina  perchè, bugiardo il primo e perbenista la seconda, assomigliano rispettivamente a Lelio e alle due sorelle  pese Rosaura e Beatrice. Quest'ultime rappresentano le piccolo borghesi contemporanee (anni 50), smaniose sotto le gonne ma ancora in condizione di assoluta soggezione al padre al quale acconsentono di trovar loro un marito con giudizio senza coinvolgimento della passione che le porterebbe al sicuro fallimento.

Fatti due conti infatti si rifugiano entrambe fra le braccia di professionisti in grado di dar loro lustro e decoro nella società lasciando intendere comunque che Il Bugiardo scacciato in malo modo  non tornerà a rinfocolar le loro case fredde e agiate. Perchè un conto è chiacchierare un altro è passare ai fatti dei quali loro si accontentano di sparlare. facendosi  i ...'azz d'altri. Così va il mondo  a misura di piccolo Paese.
 Per questo Il Bugiardo Lelio (Maurizio Lastrico) bello e solare con tanto di codino a capello riccio, collanina da vu' cumprà al collo, alto e dinoccolato quanto basta a renderlo accattivante e a dominar la scena, è il personaggio che attira più simpatie e consensi in quanto emarginato in una società imbiancata a sepolcro che lui per primo rifiuta finendo giustamente per venire rifiutato.


Ma che importa perchè proprio grazie a lui gli applausi sono scroscianti come irresistibile mattatore (visto anche in tv fra i comici di Zelig)
                   http://www.video.mediaset.it/video/zelig/storici/379246/maurizio-lastrico.html

 di una performance azzeccatissima insieme a tutto l'ensemble che coralmente si muove intorno in un  rimbalzo esilarante di botta e risposta che strappa tante risate spontanee e sincere a tutta la platea. Bellissimo spettacolo che ha entusiasmato dalla prima battuta fino all'ultima senza mai perdere un verso perchè questa performance di poesia si tratta con tanto di licenza fra le rime che non sono baciate dal sole “L-elio” ma da una Luna piena che capeggia nella notte fonda. Bugiarda come in tutti i sonetti di William Shakespeare ai quali si sono ispirati Carlo Goldoni ed il regista Valerio Binasco della Popular Shakespeare Kompany in un felice connubio in tragicomica commedia  molto applaudita.

Nessun commento:

Posta un commento