giovedì 15 novembre 2018

TUTTI LO SANNO.

 
Asghar Farhadi è il regista del bellissimo film Una Separazione ambientato in Iran suo Paese d'origine ed il Passato  girato in Francia come esperimento europeo nel quale ha imparato l'arte mettendo da parte la sua identità
.Infatti il primo film è più interessante  perchè girato in un contesto straniero ma con problematiche di separazione uguali a tutte quelle del mondo e di tutti gli strati sociali alle prese con querelle familiari in divisioni patrimoniali o di beni mobili di casa come suppellettili, quelle rimaste, dopo esserseli tirati dietro in piena fase di crisi.
In più c'era l'aggiunta di un episodio di violenza verso una colf, perpetrata  solo con uno spintone che lei accusava essere la causa della perdita del bambino in grembo. Su questo filone di separazione in binomio con Il Passato tra sofferenza e ricordi, è stato girato il film Tutti Sapevano ambientato in un assolato paesino Catalano a capitale Barcelona, parte della Spagna in odor di separazione dalla Capitale Madrid, interpretato da Penelope Cruz, catalana d'origine, protagonista in sofferenza per tutta la durata del film dopo una prima sequenza di partecipazione a un matrimonio felice della sorella al quale partecipa  con i figli dopo un lungo viaggio dall'Argentina dove abita da tempo con il  marito da lei scelto dopo aver lasciato il fidanzato di una vita impersonato da Javier Bardem.

La Spagna Catalana è rappresentata fra sole e pioggia concentrata in una piazzetta di un piccolo paese dove le abitazioni sono piene di finestre  con balconi che si affacciano sul piccolo mondo antico spagnolo nel quale ci son tracce dappertutto dell'influenza araba specie nei cortili interni, come una sorta di giardini segreti, con le scale ricoperte di mosaici  arabescati  e nella specie  arredato per ll matrimonio con tavolini per la festa. La quale si svolge tutta con passi di flamenco degli sposi e partecipanti al quale dà un favoloso contributo Javier Bardem accennandolo sotto una pioggia scrosciante con un tocco di tacco alternato al battito delle man ini un ritmo incalzante e altalenante fino a chiudere col mitico Olé!.
Ecco, è proprio la figura di Javier Bardem ad emergere in tutto il film per la grande fisicità dalla quale traspare tutta la sua generosa carnalità in un mix di cuore e sensualità così come lui è nella realtà tanto da poterlo definire il più grande ispanico contemporaneo per il suo ardente attivismo nella politica ambientale e umanitaria.In tutto il contesto  di questo film, che si orienta poi in una storia di rapimento della figlia di Laura (Penelope Cruz) a nome Irene (nome curioso perchè così poco spagnolo) che  alla fine si scoprirà essere stata concepita con Paco (Javier Bardem) durante una scappatella-rimpatriata in vacanza in Spagna, il regista non riesce ad evitare la nota religiosa improbabile quanto inopportuna perchè la fede cattolica è stata ampiamente sdoganata dai tempi del regime di Franco quando veniva praticata come codice comportamentale in ambito privato.

Infatti il marito di Laura, padre adottivo della figlia rapita, per affrontare la questione si affida al buon Dio lasciando che a mettere le mani sul portafoglio sia il padre biologico messo alle strette da Laura in nome dell'amore “passato” supplicandolo di perdonarle la “separazione”  e dalla famiglia di lei per rivendicare una vecchia questione di terra a lui ceduta sotto-costo per forza di cose.
Paco casca nella trappola in modo consenziente e a costo di perdere tutto pur di salvare la vita di una figlia che gli è stata rubata due volte: dal padre adottivo con la complicità della moglie di lui Laura  amante di Paco, e dai delinquenti che si scopriranno essere in seno alla famiglia di Laura nel quale la madre tacerà il nome dei sospettati  da lei scoperti,  perchè il pagamento del riscatto da parte di Paco li vendicherà delle terre perse.


Il thriller è dipanato sul filo di lana ma la trama è rappresentata a rovescio perchè tante cose non torrnano in primis il fatto che Laura alla fine ritorni in Argentina dove il marito disoccupato non riesce a trovar lavoro riportandosi via la figlia di Paco che dopo il sacrificio del pagamento del riscatto dopo aver venduto le sue terre viene abbandonato anche dalla moglie con la quale aveva formato una famiglia
Il messaggio non è dunque chiaro come se volesse dire che una volta adottato un figlio il genitore biologico se ne dovrebbe disinteressare  non essendo obbligato per diritto e per dovere. Allora ci permettiamo un noblesse oblige per il protagonista assoluto nella doppia figura di Paco di nome virtuale e Javier Bardem di fatto reale senza andare comunque ad approfondire l'anagramma perchè sarebbe la parte imbarazzante del film: Paco, Bardem, Irene Figlia Rapita di Laura Penelope Cruz Farhadi che in  realtà si potrebbe leggere...a voi la traduzione anche se Tutti lo Sanno.
 Il film non convince perchè troppo costruito nella sceneggiatura pensando al circo mediatico come a dire che per occidentalizzarsi bisogna pagare uno scotto anche se terribilmente imbarazzante. Ecco è dunque questo il brutto messaggio chiaro e forte che si percepisce inducendo a mettere certi sceneggiatori in un calderone insieme ai cosiddetti “giornalisti pennivendoli e puttane?” A parte queste considerazioni il film è bello e avvincente ed ha fatto il tutto esuarito nel cinema d'essai.

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