IL CORO DELLE TROIANE
Metti la scena al centro, con tutti gli attori della vecchia guardia, da Gassman ad Albertazzi, da Arnoldo Foa a Lilla Brignone e si pensa subito ai classici.

Dopo i monologhi di Memorie di Adriano Imperatore interpretato da Giorgio Albertazzi o La Vedova di Socrate di Franca Valeri non abbiamo assistito ad altre performances classiche greche.

Le quali sono invece ancora molto rappresentate nei “teatri all'aperto” in quelle numerose Arene sparse in tutta la nostra Penisola dal Centro al sud fra gli antichi ruderi di un passato storico greco-romano fondatore della Repubblica di Roma delle cui origini si trovano numerose testimonianze fra gli scavi archeologici sepolcrali degli Etruschi insediati al Centro Nord, fra Toscana ed Abruzzo.
Ultimamente il cinema ha riproposto molti film ispirati ai classici, dopo il grande successo di Troy abbiamo visto un ritorno ai Titani ed ai Ciclopi e alle leggende sul minotauro e Teseo negli Immortali.
Il cinema si sa fa sempre tendenza per cui anche il Teatro si è risvegliato timidamente, non come i Titani, perchè ritorna con i Classici ma sempre in monologo a scenografia minimal sulla scia lasciata da Giorgio Albertazzi e Franca Valeri come citati sopra.
Molto attesa a Teatro Due la trilogia Classica con Elisabetta Pozzi, allieva prediletta di Albertazzi prima e del regista Walter Le Moli poi che l'hanno forgiata come la grande attrice che abbiamo ammirato nel nostro Teatro.
La curiosità però è un'altra (e vedremo se comunque l'allestimento con la Pozzi la soddisferà) perchè, se c'è un grande ritorno ai classici, si nota la mancanza in scena del coro delle Troiane, “le schiave attrici del dramma”.

L'ultima volta che l'abbiamo sentito, intendo un pubblico vasto e non di nicchia dei frequentatori delle arene in rudere, è stato al cinema con il film La Dea Dell'Amore di Woody Allen nel quale il regista, sposato con una donna intellettuale e raffinata intenditrice d'arte, andava alla ricerca della madre naturale di un bambino che aveva adottato ritrovandola in una sorta di attrice di base e prostituta part time alla quale dopo varie peripezie ultima delle quali in congiunzione carnale, decideva di non rivelarle l'esistenza del suo bambino. Di pari passo con l'amore e con la morte anche lei alla fine dopo essersi sposata non gli rivelava di aver concepito una bambina in quella loro notte d'amore.
Ad alternare le scene fra moglie e amante, si sentiva in sottofondo il canto delle Troiane messo in scena in un'Arena a raccontar la tragedia di Giocasta nell'Edipo Re.
https://www.youtube.com/watch?v=lHYawID_H3E
Tragedia sfiorata nel film, ma chiuso in bellezza perchè tutti vissero felici e contenti senza complessi edipici per non aver visto crescere i loro figli naturali.
Nessun commento:
Posta un commento