mercoledì 16 maggio 2018

LA CASA SUL MARE


La Casa sul Mare del regista Robert Guediguian.è un film di grande eleganza nella sua semplicità anche se intriso di buonismo facile trattando il tema migranti a misura di bambini abbandonati i quali è impossibile non accogliere.
Un conto sono i bambini indifesi un altro sono i negroni affamati magari prontyi a tutto. Tutto dipende da come vengono trattati comunque comunque perchè per la maggior parte non sono infiltrati terroristi rischiando così di trasformarli come tali nello svegliar il can che dorme.
Questo non toglie che si possa affrontare il problema privatamente in barba alle forze dell'ordine, per una questione di sicurezza e di saturazione.

Il film inizia con un ictus che colpisce un vecchio padre mentre dal bellissimo terrazzo della sua casa guardava il mare fumando una sigaretta. I figli si riuniscono nella casa, due fratelli e una sorella attrice che vi ritorna dopo 20 anni di tournées lontana dal genitore verso il quale serba rancore avendolo colpevolizzato della morte della sua bambina rimasta da lui incustodita annegata per un incidente come Ombretta del Piccolo Mondo Antico.
Il film è infatti ambientato in un piccolo mondo in riva al mare della costa marsigliese dove si può far famiglia allargata anche con i vicini che in questo contesto sono rappresentati da due vecchi coniugi in difficoltà economiche che il figlio giovane medico cerca di risolvere con un bonifico periodico del canone d'affitto triplicato.

Alla famiglia si è unita la fidanzatina Bérangère di uno dei fratelli, il vecchio docente Joseph che si prepara alla separazione non avendo più le forze per “ballare”, essendo più la fatica che il gusto,  con una ragazza giovane. La quale ovviamente fa gli occhi dolci al giovane medico dirimpettaio Benjamin intrecciando una liaison sul letto di morte dei vecchi genitori di lui suicidatisi per non essere di peso al figlio ritenendo di essersela spassata abbastanza lungo il corso della loro vita chiusa con una brillante battuta: “Però potevi essere più porca!” che li faceva scoppiare in una risata anche se comunque in questa caso non ha salvato loro la vita.
Il racconto si dipana prendendo una piega sentimentale fra un giovane pescatore Yvan innamorato dell'attrice Angèl.dopo essere stato folgorato sulla via del teatro quando da piccolo l'aveva vista in scena cantare ballare recitare assurgendola a mito della sua vita che, una volta apparsogli incarnato vuole amare per sempre rispondendo deciso alla sua domanda: “Sono ancora desiderabile alla mia età?” Assolutamente sì, secondo Yvan.

Donandosi al giovane "nel buio" di una stanza l'amore carnale viene consumato con soddisfazione per entrambi tanto che al mattino prendono il largo felici come due ragazzini per andare a pescare insieme.
Il film è molto dolce e delicato con un happy end in un abbraccio corale nel quale vengono accolti anche i i bambini migranti, una sorellina e due fratellini con i quali giocano urlando insieme i loro nomi per sentirli ripetere con l'eco il cui suono scuote il vecchio dal coma in cui era caduto.


Dalla tragedia il passo per la farsa è breve ma questo film riesce a sublimarla nella poesia raccontando
 di un piccolo mondo genuino e colmo di buoni sentimenti che scaldano il cuore.


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