mercoledì 2 aprile 2014

TENDENZA LESBO CHIC E CHOC

                     

TENDENZA LESBO: LE PICCOLE STAR CRESCONO.
Ai maschi piacciono le lesbiche questo è risaputo. Sognare due micette che fanno lingua in bocca od un sessantanove li fa andare in orbita con spumeggiata galattica anche solo a guardare. Non è importante partecipare.
Così il cinema si sta sempre più sbizzarrendo con queste tematiche che hanno raggiunto il clou con Black Swan dove resta indimenticata la scena di Mila Kunis mentre si lecca i baffi dopo aver baciato Natalie Portman su quella “bocca” dove non ci batte il sole, ma un campanellino a vibrar di clito.
Nel curriculum di un’attrice la prova lesbo è ormai diventata indispensabile per superare ogni tabù a completare una carriera a tutto tondo prima di essere messa ad angolo retto.
Dopo i quarant’anni infatti una star è chiamata ad esprimere il suo talento in tutte le sfaccettature soprattutto quelle trasgressive come una sorta di canto del cigno per chiudere in bellezza o di apertura verso nuove forme artistiche che vanno oltre al ruolo di vamp, come ruoli in costume, biopic, o madri di famiglia. A volte anche lesbiche come nel film candidato all’Oscar I Ragazzi Stanno bene con Anne Bening e Julianne Moore. Quest’ultima poi ha continuato per conto suo sempre in ruoli lesbo con Chloè in compagnia di Amanda Seigfrid.
Di solito l’accoppiata è sempre fra una grande e una ragazzina nel ruolo di sedotta come in La Vie d’Adèle o seduttrice come appunto in Chloè.
Chloè è così diventato un nome ad associare a ruoli omosex meglio se in stile black swan per far l’enplain. Infatti la curiosità consiste nel fatto che anche   Keira Knightley dopo aver adottato il look di Natalie Portman abbia voluto ripercorrere anche la sua perfomances di Black Swan.
Infatti come Natalie ha girato un film, Laggies, nel quale perde la testa nella serata di addio al celibato per una ragazzina, Chloè Grace Moretz, presumibilmente nel ruolo che fu di Mila Kunis con tanto di micia e leccata di baffo.
Il film è off limits ma Keira Knigthley come tante attrici sugli anta ha voluto coronare la sua carriera con un colpo hot a conferma di quanto detto sopra.
Il classico colpo di coda con rush finale per piazzarsi in pole position anche nella mezza età come sex symbol aiutata da un fisico androgino da modella che la mantiene giovane come una ragazzina, ora finalmente più sicura e consapevole del suo appeal.
 Ma cosa farà da grande Keira?
Poteva aspirare a diventare la nuova Audrey Hepburn ma ha perso l'occasione.
Forse vorrebbe diventare come Natalie Portman ricevendo un Oscar? Anche qui ha perso l'ccasione perchè non si può fare il bis swan.
Poteva diventare l'unica Pirata dei Caraibi ma Johnny Depp gli era antipatico e non le piaceva baciare Orlando Bloom per cui ha lasciato il posto a Penelope.
Non è un problema perchè di film ne ha fatti tantissimi e difficili da dimenticare come Orgoglio e Pregiudizio, Espiazione, The Dukess, Anna Karenina e King Arthur così come l'ultimo spot di Coco Chanel che han fatto dimenticare persino Nicole Kidman. Lei è già grande.            

                                 TENDENZA LESBO GRANDI STAR
Il box office vuole le lesbiche? E diamole in pasto al grande pubblico.
Infatti a presentare l’ultimo evento Oscar 2014 sul palco è salita Ellen Degeneres lasciando a sfilare sul red carpet la compagna Portia De Rossi.
La quale, sposando la regista è stata relegata ai fornelli avendo chiuso la carriera con lo studio legale di Allie Mc Beals dove già da allora trattava gli uomini con algido distacco. La De Generis val bene un sessantanove nel letto coniugale avendo convolato a ingiuste nozze in uno Stato d’America che ha legalizzato l’unione a coronare un sentimento gay.
Dura minga dura no: lei Portia infatti ha perso lavoro e smalto mentre la Degeneres non è mica un genio ma solo una buffetta così come ha dimostrato agli Oscar. Più che chic una lesbo choc.
Fra le lesbo-chic invece vanno annoverate Anne Hetcher, Jodie Foster che comunque al cinema si fanno ancora apprezzare nei ruoli etero.
La tendenza lesbo si veste anche animalier lanciata da Cameron Diaz con unghie in fuori nel film The Counselor, con Penelope Cruz, confermando anche nel privato di aver avuto sogni erotici al femminile pur non essendo gay.  Un conto infatti è sognare, fantasticare, metti pure praticar in un mordi e fuggi, un altro invece è sposarsi finchè la gran-figata duri. Dura minga dura no.
Meglio puntare al cinema facendo finta anche se l’assaggio è reale ma giusto il tempo di un film per poi passare ad altro. Il lavoro prima di tutto.
Anche le grandi Star non disdegnano ruoli lesbo qualche volta solo accennati a livello platonico con finale tragico (Quelle Due con Audrey Hepburn e Shirley Mac Laine, Diario di uno Scandalo con Cate Blanchett e Judi Dench, La Volpe con Anne Heywood e Sandy Dennis) o sublimati  (Julia con Jane Fonda e Vanessa Redgrave, oppure Ricche e Famose con Jaqueline Bisset e Candice Bergen) e tanti altri in versione patinata o comica spagnoleggiante.
Quando l’accoppiata è a pari merito anche il film e la tematica diventano importanti mentre se l’accoppiata è su due piani diversi l’esito è sempre incerto.
Lo abbiamo visto per esempio con Catherine Zeta Jones in Effetti Collaterali dove la piccola lesbo da sedotta si rivelava seduttrice malata di mente: un classico come espediente per trattare il tema facendo la morale.
La vittima non innocente era Mara Rooney, che si compiaceva di far la depressa per conquistare la bocca a cuore della psichiatra Zeta Jones finendo tutto in Thriller. Passato e dimenticato.
Ma a Mara Roney non è passata la voglia di farsi spupazzare perché tornerà sugli schermi in coppia lesbo anni cinquanta con Cate Blanchett nel film Carol in una sorta di Come Eravamo Perseguitate dal Mondo perché in quegli anni era tabù.
Da allora molti anni son passati e anche l’ultimo tabù è stato abbattuto con la premiazione Oscar a condurre che comunque non ha liberato la donna dalla schiavitù del maschio perché lui si compiace assai nel vedere le lesbo all’opera tanto da diventare ormai un imperativo: o così altrimenti non vali un ‘azz. Infatti: niente ‘azz.., siamo lesbo!
Dura minga dura no.



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