martedì 17 ottobre 2017

WEINSTEIN IL SUPERCAZZONE

AGGIORNAMENTO POST

Weinstein, il produttore Rosenberg: «Tutti sapevamo, abbiamo taciuto perché era la gallina dalle uova d’oro»

Come volevasi dimostrare. Thank You. Very Match!


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IL SUPERCAZZONE
Tutti sapevano ma nessuno parlava. Cose vecchie come il mondo del cinema agli esordi quando ancora era muto.

Sì perchè il grande Charlie Chaplin aveva aperto la pratica della pedofilia e sodomia sui minori tanto che le loro madri, per inchinarsi al genio gli portavano le figliolette del quale lui andava matto esaltandole come protagoniste dei suoi films.
Le mamme attendevano pazientemente sul divano che lui le iniziasse, forse nel lato b) per lasciare uno spiraglio di verginità e non metterle incinte per carità, lasciandogli tranquillamente in pasto il loro fiorellino che lui violava restando impunito.
Troppi interessi giravano intorno a questo genio della cinematografia che era diventato una macchina da soldi insieme alla squadra di comici che allora imperava come Buster Keaton, I fratelli Marx ed Olio e Stanlio.

Ma Charlie Chaplin aveva una marcia in più perchè la sua comicità era intrisa di malinconia facendo presa sulle emozioni di vita vissuta raccontata sulla pelle degli orfanelli da strada, sullo schermo, e bocconcini prelibati sul divano.
Il divano del produttore aveva comunque fatto scandalo quando era uscito il libro sulle abitudini sessuali e omosessuali dei membri al vertice delle case di produzione ai qualii molti divi dovevano assoggettarsi perchè avevano il potere di creare il mito della star.
Si racconta infatti che Robert Mitchum per confermare le sue doti di duro da interpretare sullo schermo avesse sbottonato la patta per sbattere sul tavolo l'uccello davanti al CdA di una Casa di Produzione.
Più che di molestie qui si può parlare di provocazione perchè se poi qualcuno avrà approfittato una lancia andrebbe spezzata in suo favore avendo la “vittima” fatto presa su un punto molto debole come quello del “vizietto” perchè non guarda in faccia a nessuno.
Certo fa specie vedere tutte queste star che il produttore Weinstein  si è fatto in tanti anni non tanto per le molestie e gli stupri in sé quanto per il numero che ha macinato gestendo grandi dive che come tante mammolette sottostavano alle sue avances esibizionistiche subendole passivamente: alcune per la carriera, altre per la vergogna, altre ancora perchè erano abituate a darla a destra e a manca già di loro per piacere o per denaro per cui potevano aggiungerlo anche per una questione di immagine.

Infatti i selfie (allora non si chiamavano così) cambiavano la loro vita perchè apparire in coppia con Weinstein era una sorta di garanzia come Santo Protettore che faceva decollare la carriera.
E' bastato che parlassero in due per fare uscire tutta una schiera di quelle “mammolette” per le quali  bastava il pensiero per essere  violate offese e umiliate. E le chiamavano Star!
Quello che stupisce è che lo scandalo sia scoppiato in America, una terra nella quale basta una pacca sul sedere amichevole e cameratesca sul luogo di lavoro per far scattare la querela e risarcimento danno a suon di miolini di dollar in grado di stendere il malcapitato molestatore  e sistemarsi tutta la vita.
Nessuna star ci aveva pensato preferendo guadagnare con la carriera piuttosto che per una giusta causa dall'esito comunque incerto anche se una maniera sicura ci sarebbe stata come quella di devolvere tutto il risarcimento in beneficienza.

In questo caso nessun giudice avrebbe osato dar loro torto prendendo così due piccioni con una fava. Purtroppo i reati dopo tanti anni sono andati in prescrizione per cui la confessione resa dalle star non ha certo giovato alla loro immagine riuscendo solo nell'intento di far escludere Weinstein dall'Academy degli Oscar ma non quello di farlo continuare a lavorare, magari anche sotto copertura. Sotto coperta ha già fatto abbastanza per cui tutto questo scandalo entrato nella storia del cinema non ha fatto altro che suscitare invidia misto ad ammirazione fra gli uomini di tutto il mondo avendo alimentato il mito del supercazzone tanto da aver oscurato quella dei supereroi..
Poteva bastare? No perchè alcuni maschi si divertono ad infierire sulle vittime così come ha fatto Vittorio Sgarbi contro Asia Argento rivelando quello che il suo ex marito Morgan “gli aveva detto a tal proposito” abbassandosi ad un livello di gossip da donnicciole.
Già in passato si era messo in luce per esternazioni sugli scambi sessuali del do ut des riferendo che il ruolo del film Buttane l'attrice Ida Di Benedetto l'avesse ottenuto facendo pompe a Giuliano Urbani allora Ministro della Cultura ricevendo giustamente una querela da parte dell'attrice perchè lui non essendo presente agli incontri segreti non poteva sapere di che natura fossero. Gli incontri: ovvero se pompini o altro
.Sì perchè  in ogni caso le vie del sesso come gli incontri sono infinite. E complicate.

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