giovedì 28 novembre 2013

CON LILLI SOTTO IL CHADOR


“Io non sono antiamericana. Io non sono antisemita. Io sono contro l’amministrazione Bush e quella di sharon. Questo deve essere chiaro.”
Chiaro e forte era il messaggio che Lilli Gruber trasmetteva dalla Chiesa di S.Cristina di Parma, strapiena di ascoltatori giunti per sentirsi illustrare il suo ultimo libro L’altro Islam.
Vista da vicino era molto affabile e gentile: Niente a che vedere con Lilli la Rossa che leggeva i TG sbattendo i fogli con il broncio.
“Me ne sono andata perché ero scocciata da tante censure che impedivano di fare un’informazione corretta e onesta. La TV deve rispecchiare la realtà di un Paese con notizie anche scomode.Non come mi è capitato di sentire questa nel TG5 (quello della Cesara): “Pandoro o panettone? E se panettone con l’uvetta o con i canditi?” diceva in tono ironico e scherzoso.
Non male come inizio riuscendo a catalizzare ancora di più l’attenzione che si è poi focalizzata sul tema Islam, ovvero il diverso che fa paura.
Una paura generata dall’ignoranza, con possibilità di combatterla attraverso la curiosità e la conoscenza per evitare una guerra ancor più pericolosa come lo scontro fra civiltà.
Conoscere dunque per capire. Capire soprattutto che l’Iracheno che si ribella ai soldati americani non è un terrorista ma un insorto.
Capire che la guerra in Iraq è una vera e propria occupazione da parte di un paese arrogante verso un paese debole segnate da ventennali conflitti.
Capire che il Medio Oriente non è il terzo mondo, poiché rappresenta la culla della cultura occidentale essendo stata Bagdad (che carina ha letto Alì Babà e i 40 Ladroni) la città delle Mille e una Notte (uhhhh! Le Bayadere, la danza del Ventre, Sheerazade….!) prima ancora dell’Impero Romano.
Capire che “sotto il chador” (a conferma v. Sexy And The City film due)
le donne irachene sono forti, temprate, a capo di intere famiglie con figli ed anziani da accudire e sfamare e che ciò nonostante continuano a sperare in un futuro migliore. Con la democrazia?Sì con la democrazia…ma fuori gli americani. I quali invece si dichiarano “cauti” non volendo lasciare il Paese in mezzo al caos ma nascondendo al mondo che l’Inferno Iraq esiste già da 18 mesi (ciusi!) più potente e pauroso di quello del regime.Dopo queste premesse Lilli Gruber rispondeva alle domande degli ascoltatori in sala.
In particolare su quella relativa all’entrata della Turchia nella Comunità Europea, dichiarandosi favorevole, essendo questo Paese già maturo per aver introdotto fin dal 1920 un governo laico, diviso dalla religione.
Ecco, dividere la religione dalle leggi della società civile sarà l’impegno futuro che i Paesi Arabi si dovranno accollare poiché già nelle Università molti giovani stavano cominciando (la Primavera Araba bussava alle porte dell’Ancienne Regime) ad orientare il loro pensiero in questo senso. Studenti in jeans (che in Piazza Tahir poi violentavano le ragazze al loro fianco) e ragazze senza velo con pesante make-up, contro quelli ancora barbuti (quiei Salafiti che ora stanno facendo proseliti per inneggiare alla Jiad) con ragazze col velo.
Infine non bisogna tralasciare il commento su Oriana Fallaci, stimata agli inizi ma che ora “…deve avere qualche problema…” affermava la Gruber. Infatti aveva il cancro e stava combattendo.
Dopo quasi tre ore di colloquio, e qualche polemica sulla scelta di un luogo di culto per parlare di “pace” con rifiuto di intervenire al dibattito da parte di un giornalista di un foglio locale – il quale, non va dimenticato, che a suo tempo avesse invece dato gran risalto alla “pièce recitata nella Chiesa della Stecccata con la regia di Vittorio Sgarbi e l’interpretazione di Sabrina Colle sulla vita del Parmigianino! – si è chiusa la serata e Lilli si è apprestata a firmare il suo libro.
Sorridente, con la fossetta e lo sguardo vivace, la chioma rossa con riflessi caldo-ramati,e il moncler nero e lucido, si era seduta in posizione eretta e non semigirata con la spalla in primo piano, come eravamo abituati a vederla in Tv, ad evidenziare l’acquisita totalità ed interezza nel fare finalmente un’informazione senza censura. In toto…e non più di “Tre quarti”
Una giornalista finalmente con la schiena dritta, come chiedeva a gran voce il presidente Ciampi.
Infatti correva l’anno 2005, nel mese freddo di gennaio.
Vabbè poi di acqua ne è passata sotto i ponti travolgendo dal Presidente Ciampi a papa Ratzinger,  passando dalle rivoluzioni arabe la cui scintilla ora è già spenta come un fuoco di paglia, che ha lasciato comunque una scia di morti e dispersi: da Arafat a Bin Laden, da Gheddafi al fresco decaduto Berlusconi.
Come a dire: al Medio oriente quel che è del Medio oriente, all’Italia quel che è del Presidente e onore ai libri dell’Oriana Fallaci.
Mentre Papa Francesco continui a fare il papa di tutti. Anche dei ricchi. Una benedizione non si dovrebbe negare a nessuno, purché poi se ne vadano col cuore in pace.



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