sabato 18 maggio 2013

DALLA TERRAZZA: ECCO L'AMERICA E PAUL NEWMAN CON LA STECCA IN MANO

AMERICA DAGLI ANNI 50 AI GIORNI NOSTRI
 Dalla Terrazza (con Paul Newman, Joanne Woodward e Ina Balin) è uno di quie film che meglio descrivono l'ipocrisia e la pochezza della società americana degli anni '50 a sfatare il mito che dietro a un grande uomo non ci sia una grande donna ma una mucca da latte (Ina Balin) e in campagna dove si trovano cibi sani e genuini, famiglie per bene e giovani vergini pronte alla monta e alla consegna di una nidiata di pargoletti.
Solo così l'uomo potrà sedersi al CdA ( magari dimenticando di essere arrivato lì grazie alla prima moglie Joanne Hoodward ambiziosa e determinata) di una grande azienda e scalarne il vertice.
Un'idea già ampiamente sviluppata in un film in bianco e nero La Sete del Potere di Robert Wise con June Allyson nell parte della mogliettina tutta casa e torte in faccia.
Sì, perchp con le sue moine e leziosaggini, cerca di sbaragliare tutte le altre mogli dei candidati alla direzione di un'azienda, riuniti insieme per essere esaminati dal Presidente in carica. Il quale, per fortuna sceglie la coppia giusta anche se non perfetta.

La moglie ideale americana si è sempre rispecchiata nelle sue first Ladies, Jaqueline compresa, fino ad arrivare ad Hillary Clinton, l'unica ad aver stravolto la linea perversa della Lady tra fornelli e shopping, dicendo chiaramente in campagna elettorale in favore del marito, di non saper cucinare.
Però sapeva mettere le mani in pasta, eccome, tanto da riuscire a tessere una tela intorno a sè mentre si occupava del marito, quale Presidente e compagno infedele.
La sua è la vera tela di Penelope, cucita e disfatta più volte fino ad arrivare a coprire le spalle del marito, minacciato e travolto dallo scandalo Lewynsky, uscendone con una nomina a Segretario di Stato Americano a fianco di Obama che l'aveva voluta a pieni voti. Perchè si fidava di lei, così come si fidava suo marito.
E se una donna come Hillary ha preso quota nei consensi, Michelle moglie di Obama sempre più vicina al modello mogliettina con le mani sporche di terra a coltivare l'orto, festine in giardino e frangettine da sfoggiare nelle serate VIP ha perso qualche colpo, perchè da pantera nera si è fatta rosa di genere gaffeuse inquadrata mentre fa boccacce all'ospite sgradito, mentre si presenta al principe Harry in stile bambolina, e a perdersi in esclamazioni verso il marito fico dicendo che tra box e slip lo preferisce senza, tanto da far sgolosare tutte le star che poi gli ronzano intorno alle feste per un giro di valzer.
Che a onor del vero lui ha sempre concesso solo alla moglie per la quale si sa, insieme alla segretaria, l'uomo anche più grande non è mai tale per cui non ci sono conferme in tal senso. Ma il sorriso radioso di Michelle è quanto basta.

Anche Hillary pensava così di Clinton ma lui non ricambiava perchè la preferiva come moglie con le mani in pasta mentre il lavoro duro, quello sporco lo facevan le altre.
Infatti la politica di Clinton era più in linea con quella di Kennedy che quella di Obama anche se lo ha sostenuto strenuamente in campagna elettorale per amor del Partito Democratico.
Con Obama l'America sembra regredita agli anni 50 con l'uomo che lavora e la moglie calata nel ruolo di perfetta casalinga della valle degli orti. Proprio quell'America di Dalla Terrazza e La Lunga Estate Calda. Appunto.
                           
                  PAUL NEWMAN, CON LA STECCA IN MANO
Dopo che il fenomeno Marlon Brando aveva infiammato la scena cinematografica con un appeal tutto selvaggio, un nuovo attore dallo sguardo ceruleo e il sorriso scanzonato riusciva a rubargli la scena, perché Paul Neawman, è di lui che si parla, era un selvaggio di buone maniere, descritto alla perfezione  con il film in bianco e nero Lo Spaccone nel quale con la sua stecca non sbagliava una buca centrandole tutte con le biglie e con quel tocco da maestro che faceva di lui un campione d’eccellenza, dinoccolato e strafottente che sapeva riprendersi dopo ogni partita a smacco.



Nella quale, pur uscendone sempre vincente, qualche volta gli venivano massacrate le ossa delle mani tanto era l’invidia suscitata dalla sua arroganza, anche se bonaria.
Come Marlon Brando nel bianco e nero ha dato la parte migliore di sé per poi passare con il colore a film accattivanti di genere brillante spesso in coppia con Joanne Woodward sua compagna appassionata anche nella vita con la quale ha fatto un percorso tutto in salita a consolidare una splendida carriera (con Oscar per entrambi).




Infatti, se nel privato sono stati tutto sommato una coppia noiosa tanto era il loro affiatamento da non dar adito a nessun pettegolezzo (sublimato sullo schermo con il film Mr. & Mrs Bridge nel ruolo di una coppia stabile per i rispettivi ruoli ben definiti in cui lui è autoritario e lei timida e remissiva) sullo schermo hanno fatto scintille come coppia glamour dove Joanne in particolare brillava con un immagine smagliante all’acido jaluronico. Quello che spiana tutto rendendo patinato ogni cosa:  dalla moglie ambiziosa e rampichina in Dalla Terrazza, alla zitella passionale e compressa della Lunga Estate Calda. Mentre lui Paul Newman ha recitato sempre fedele al suo personaggio ribelle e scanzonato passando da quello opportunista del citato film di cui sopra a quello ammorbidito del secondo. In tutti e due muovendosi con un solo scopo: scopare la più bella del reame.
Una missione che lo ha infervorato per tutto il resto della sua carriera fino ad arrivare a tarda età dove concludeva  fra gli altri, con il film La Vita A Modo Mio nel ruolo di un vecchio  acido che veniva simpaticamente sedotto da una ragazza, diventata poi famosa per il suo umorismo fresco e spontaneo, che si tirava su il maglioncino mettendo in bella mostra le sue tette nude. Grosse come due meloni perchè non per niente lei si chiamava Melanie Griffith!
Con la carriera ricca di successi Paul Newman ha dovuto pagare lo scotto  di un rapporto di amore e odio con il figlio di primo letto, che per gelosia repressa ha tormentato la sua vita sulla cui biografia serpeggia anche un gossip velenoso con l’ombra di uno stupro verso quel figlio timido e inadeguato dedito alla droga, che poi si suiciderà.

A conferma di quel detto che dietro la maschera ci sia sempre una personalità tutta da scoprire. E la scoperta è stata delle più orribili e inquietanti.
A noi comunque restano tutti i suoi film che riguardandoli a tutt’oggi sono sempre attuali e interessanti perché il suo era un personaggio che precorreva i tempi, unico nel suo genere di moderno ribelle e anticonvenzionale, capace di scalare con disinvoltura qualsiasi ambiente in cui si faceva largo, facendo strage di cuori, con la sua aria scanzonata e da spaccone. A modo suo con una sola regola: la stecca in mano da manovrar con arte e maestria.

Perché se era un attore brillante, sportivo ed impegnato, di intellettuale non ne aveva certo aria alcuna.

LA MIA LUNGA ESTATE CALDA.

La Lunga Estate Calda. E’ un film degli anni 50 con Paul Newman e Joanne Woodward che racconta la storia di un ragazzo incendiario che entra nelle grazie di un ricco terriero per poi conquistarne la figlia riottosa desiderosa di accasarsi con un rampollo aristo con il quale pensa di avere affinità elettive finchè lui non le rivela di considerarla solo una buona amica.
I rapporti spesso viaggiano sul fraintendimento creando illusioni e castelli di sabbia.
Io ne ricordo diverse di lunghe estati calde e una soprattutto della quale conservo ancora lo scatto.

L’estate era molto assolata (e si vede anche dall’abbronzatura) ed è durata fino ad ottobre.
Quello era un periodo che in vacanza ci stavo anche per un mese intero rilassandomi alla grande facendo tanti bagni e feste sia in casa che fuori.
Ero spensierata e felice ma soprattutto molto in forma nonostante non fossi molto attenta alla linea perché mangiavo di tutto.
Un’altra estate molo calda l’avevo trascorsa a Rimini nei primi anni 90 mentre in quella del 2003 sono andata in Tunisia in un Hotel lungo la spiaggia dove faceva talmente caldo che entravo in acqua la mattina alle 7.

 

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