domenica 17 febbraio 2013

LA GRANDE MELA SPACCATA IN DUE E CARRIE FINALMENTE SI SPOSA


                11 SETTEMBRE: LA GRANDE MELA SPACCATA IN DUE
Che cosa è cambiato a New York dopo l’11 settembre?
E’ lo stesso cambiamento che avviene in un cuore spezzato in due: si perde la fiducia aumentando lo stato di all’erta.
New York era una città dura, violenta, ma anche molto viva e piena di energia.
Era una città creativa ed effervescente. Era quella città che ci descriveva Woody Allen in tanti suoi films come Manhattan, Alice, e Io e Annie dove le storie sentimentali non erano mai banali sempre improntate sulla ricerca di rapporti nuovi, diversi sul filo dell’intelligenza e dell’ironia anche se conditi in salsa demenziale. Un mix comico ed effervescente perché basato su un sentimento di ottimismo che si respirava, stante il benessere economico e l’orgoglio d’essere al vertice.
Difficile ritrovare quel clima di leggerezza così ben rappresentato anche in Sex And The City. Difficile trovare donne come Carrie che, uscendo a tarda notte da una festa, potessero ancora ciondolare allegramente in minigonna con i tacchi a spillo (magari senza mutandine perché dimenticate chissà dove) su una via deserta di New York in cerca di un taxi, o a fumar una sigaretta alle cinque del mattino sugli scalini della porta d’ingresso.
Non per niente il film, il primo girato sulla serie, è quasi tutto ambientato in Messico o Los Angeles. New York è cambiata. Lo provano gli appartamenti a Manhattan rimasti per anni invenduti: la gente ha cambiato aria, possibilmente non sotto l’ombra di qualche grattacielo.
Giustamente, dopo la falciata, è stato meglio essere prudenti e un filo diffidenti, senza comunque chiudere la porta all’ottimismo e alla speranza.
Dopotutto, con un cuore spaccato in due la vita pulsa ancora, sorretta dalla volontà della mente di ricostruire e non farsi piegare. Mai.
Piuttosto che in ginocchio, meglio tagliare la testa.
Non ce stato bisogno. New York in piena crisi mondiale, comincia a rinascere come leggiamo sul Corriere.
Il segnale è un grattacielo residenziale di oltre 300 metri di vetro e acciaio: sarà la più alta torre di appartamenti di lusso a Manhattan, il cuore pulsante della città.
I compratori provengono da tutti i paesi del mondo, Brasile, Cina Indiani Giapponesi, sicuramente i Russi. Insomma i nuovi ricchi. Il progetto è finanziato dal Medio Oriente (una garanzia, per parare attacchi kamikaze? Può essere…In politica come in finanza si fanno mediazioni senza tanti scrupoli), ed è il primo di una lunga serie perché sono in cantiere altri progetti che si estenderanno anche a Brodway.
New York ha alzato la testa.
                            CARRIE FINALMENTE SI SPOSA  

Sex and the City è stato tradotto in film.
Ma se nel serial televisivo il filo conduttore era il sesso, nel film è diventato amore.
E se in TV veniva trasmesso in seconda serata per soli adulti, al cinema è per tutti.
Una signora ha portato la sua bambinetta al cinema  dicendo tutta eccitata alle sue amiche:”E’ la prima volta che viene al cinema”.
Altro che Cartoon, è stata battezzata con Sex and the City.
Sì, perché questa è diventata ormai la fiaba per eccellenza, essendo la più originale sia nel contenuto che nella forma, storia moderna.
Primo, perché parla di amicizia vera fra donne (il primo branco rosa della storia) e secondo, perché la griffata principessa che sfila come una top model e che impalma il bellissimo principe, è alta un metro e sessanta, ha più di quarant’anni e li dimostra tutti. La favola del secolo.
Ma Carrie, la principessa zitellina, onestamente piace: non bella, ma con un sorriso accattivante, non alta ma con un fisico che può permettersi di tutto anche gli abiti più impossibili che sa portare con classe e grazia. Da non imitare, ma da ammirare:
Infatti la sua sfilata è incessante e all’insegna dello sbalorditivo.
Una mise ogni minuto di sequenza: ottanta in tutto l’arco del film. Carrie e le sue amiche sono davvero scatenate perché ormai per loro sono gli ultimi fuochi per cui, più che ancorarsi alle griffe hanno capito, con l’età matura, che la stabilità è racchiusa negli affetti (per un partner, per un cagnolino, per le amiche), essendo destinati a non passare mai di moda.
Il film si snoda sulle loro storie con Mirando alle prese con una scappatella del marito; Charlotte con la bambina cinesina adottata e un nuovo bebè in arrivo; Samantha che esaurisce la sua storia con il giovane amante e Carrie che finalmente è stata chiesta in sposa.
Un’occasione per farla sfilare in un servizio moda con una serie di abiti nuziali uno più bello dell’altro, fino all’ultimo che porterà all’altare senza rinunciare al tocco  di eccentricità inserendo nell’acconciatura un uccello.
Particolare agghiacciante che, ovviamente, fa retrocedere l’aspirante maritino il quale si mette in pausa di riflessione, per poi capitolare alla fine del film. Infatti, Carrie ravveduta e maturata , si presenta alla nuova cerimonia in abito vintage di Vivienne Westwood, non prima di aver fatto un costoso relgalo alla sua assistente, omaggiandola con una autentica Luis Vuitton come regalo di nozze.
Morale della favola per le nuove generazioni: se la serie TV prima delle nozze, solleticava a fare molte esperienze, il film insegna che, prima dell’amore eterno è meglio scatenarsi con le griffe di moda, perché dopo le nozze si dovrà ripiegare sul vintage.
Infatti, con il nuovo pauperismo che batte alle porte, di tutto il film è quello destinato a far  tendenza.


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