martedì 19 febbraio 2013

SAN REMO LA KERMESSE DELL’ANNO


Così è finito anche S.Remo e la settimana di passione. Per gli appassionati di musica rappresenta il massimo; per le fashion victim è una gioia per gli occhi; per gli addetti ai lavori è la cartina di tornasole dell’andamento RAI per tutto l’anno. Alla Grande. Se piace la semina di S.Remo sarà un’ottima annata con una buona raccolta e buoni frutti.
Le canzoni erano abbastanza orecchiabili ma non si capisce perché abbia vinto Marco Mendogni che non spiccava certo  fra tutti se non per il ciuffo a spazzola da Travolta in Greese. Purtroppo non c’era un’Olivia Newton John capace di trasformarsi da collegiale a vamp perché le partner sul palco dell’Ariston, Chiara AnnaLisa, Ilaria Porceddu e Simona Molinari, erano tutte in stile sofisticato: abiti lunghi haute couture, acconciature ricercate con chignon e voci modulate a tutto swing. Carine anziché no. L’unico appunto andrebbe fatto a Malika Ayane che con la schiena tatuata a modella ricercata immagine Cosmoprof a tutto blonde, faceva un certo effetto facendo cadere il mito alla critica che tanto l’aveva osannata negli anni passati. Al Pubblico no, perchè è sempre passata inosservata.
A livello di canzoni, le donne hanno fatto tutte un’ottima figura proponendo loro stesse, mentre nel confronto con le vecchie star delle quali hanno presentato i successi sono uscite con le ossa rotte, Chiara in primis che ha emulato Mia Martini a suon di stecche. A ciascuno il proprio ruolo e la giusta partner. Infatti Anna Lisa nel duettare con Emma è riuscita a dare uno spettacolo di classe. Emma è un’ospite immancabile a S.Remo e non si capisce come mai Alessandra Amoroso sia sparita dalle scene. Forse perché non è la cocca di Maria De Filippi?
Non si sa, ma questo è quanto si chiedono gli spettatori perché non c’è spiegazione logica, così come lo era stata la vincita di Marco Carta a suo tempo a S.Remo, del quale non si sente più parlare. E’ una questione di voce o di look le plus cool? Infatti l’anno scorso aveva furoreggiato Nina Zilli con un look sorprendente e innovativo (della stlista Vivienne Westwood) perché come cantante, nonostante abbia poi affiancato Panariello in una trasmissione Tv su Canale 5, non ha lasciato il segno.
Quanto alle sfilate delle ospiti-vallette che hanno accomunato soubrette e giornaliste, sempre nel dilemma della giornalista che veste da soubrette o è la soubrette che vuol vestirsi  da telegiornalista CNN (vedi Carla Bruni cantautrice con chitarra in tailleurino minimal), sono state molto ammirate Ilaria D’Amico e le sorelle Parodi in bianco per Benedetta e nero-fatal per la Cristina.
Delle sfilate di Luciana Littizzetto meglio non parlare perché fra zatteroni e abiti in strass e jalisse sembrava la pubblicità della svarowsky sul brutto anatroccolo.
Unica nota da salvare sono le acconciature molto curate e ad effetto perché hanno ingentilito il viso della Littizzetto mettendo in luce quella parte di lei molto dolce e nascosta. Dalla ragazzaccia pazzerela di minchia Sabrì di tempo ne è passato e la Lucianina come il buon vino è maturata anche se il carattere asciutto e pungente è rimasto al personaggio in coppia con Fabio Fazio.
Speriamo che non le venga in mente di fare un programma tutto-suo-in-prima-serata perché finirebbe ad infoltir le fila delle Mannino, Guzzanti e Cucciari.
A questo deve aver pensato il Fazio perché durante tutto il Festival l’ha corteggiata lasciandole spazio e libertà onorandola in ogni momento anche in quello nel quale la punzecchiava mettendola a confronto davanti a Dio e i doni tutti a Carlà.
Il dono della Littizzetto a renderla unica è la simpatia da sbirulina, che si sa fa da collante in ogni coppia più di quanto possa il sesso,  per cui l’accoppiata Fazio-Littizzetto è destinata a durare sinceramente nel Tempo che Fa e anche oltre, perché lei a lui fa simpatia. E buon sangue non mente.
Ogni festival ha comunque le sue regine che quest’anno si sono incarnate in Bar Rafaeli la top model ex di Di Caprio e bellissima nel ruolo di sono-solo-una-gran-fica: questo so fare. E non è poco, diciamolo, rimarcato dopo una imbarazzante esibizione con la batteria. Batti e ribatti, a Bar la batteria e alla Bruni un Battisti
alle spalle. Che nessuno ha fatto in tempo a nominare perché lei si è sfilata silenziosamente e con tanta classe. Mica aveva la claque a difenderla come con Crozza da cavaliere mascherato, né!
Il finale è stato tutto per la Bianca Balti che se non brilla in simpatia ha fatto la sua figura inciampando in maniera imbarazzante perché Fabio Fazio si è messo a ridere poco galantemente, mentre la Lucianina ha fatto un accenno di can can con la gonna rossa frenandosi con il gesto del manico d’ombrello a sfatare quel detto che lei stessa all’inizio aveva recitato: “Se sei bella e cadi tutti ti raccolgono mentre invece se sei brutta finisci su You Tube”.

Ecco stavolta su you tube c’è finita la Balti Bianca: classe zero a zero interesse. Peccato.
Molto interesse ha suscitato l’apparizione a S.Remo di Rocco Siffredi, l’attore porno (famoso anche per lo spot delle patatine) anche se non gira più da tempo, il quale senza il suo gioiello in bellavista è sexy come uno stoccafisso: un inutile porno-gadged per una coppia come Lucianina e Fazio per il quale il sesso è una questione di spirito. Non certo di patata, ma di “Jolanda e con tanto di ciuffo”.
Quel che stupisce comunque è che ogni anno per S.Remo si gridi al miracolo dimenticando tutte le edizioni passate. Questo è il bello di S.Remo la cui formula si racchiude in tre fasi: dimenticare il passato, vivere intensamente il presente ed essere fiduciosi nel futuro perché comunque vada  sarà successo.
E’ una sorta di risposta ai grandi temi della vita: da dove veniamo, chi siamo, dove andremo. Comunque vadi…che venghi il successo. Ignoranti.
                 






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